Il 6 settembre 2018 è una data che segnerà la storia dell’India. La Corte Suprema ha depenalizzato l’omosessualità dal codice penale del Paese. C’è da ricordare, per comprendere fino in fondo l’importanza di questa notizia, che fino al 5 settembre 2018 era possibile essere incarcerati per un massimo di 10 anni in caso di omosessualità dichiarata o colta in flagrante. Finalmente tutto questo non è più realtà e come in tantissimi altri paesi il reato non esiste più.

GAYNEWS

Una decisione storica che ha fatto il giro del web e del mondo per la sua importanza perché di certo mostra un cambiamento di pensiero e di cultura universale. Ad essere cancellata è la sezione 377 del  Codice Penale indiano che da 157 anni puniva l’omosessualità definendola “un’offesa contro natura”. Una sentenza che è stata portata in Corte grazie alla raccolta firme di alcuni cittadini e deputati che hanno, tramite i loro avvocati, sottoscritto una petizione per abolire in maniera definitiva questo articolo di legge che era stato inserito dal dominio britannico nella seconda metà dell’Ottocento e che nonostante  l’indipendenza dell’India è rimasto.

DECCAN CHRONICLE

A diffondere e rendere nota la notizia è stata l’agenzia di stampa ANI. Per il Presidente Dipak Misra,  del collegio giudicante formato da cinque giudici, “Criminalizzare l’omosessualità è irrazionale e indifendibile”. Una sentenza questa che arriva dopo diversi anni di lotta e battaglia e che quindi è stata festeggiata dagli attivisti dei diritti civili, dalle associazioni e dalla comunità gay internazionale che hanno sempre seguito la vicenda sperando in questa notizia.

Una decisione che mette fine ad una persecuzione ingiusta della comunità Lgbt e che permette a tutti i cittadini indiani di sentirsi uguali agli stessi concittadini. Perché, come ha sottolineato uno degli attivisti che si trovava fuori dalla Corte Suprema a celebrare il momento, “Quel che accade nelle nostre camere da letto è affare nostro”. Una giornata quindi all’insegna dei diritti di uguaglianza e contro la discriminazione che sicuramente passerà alla storia e che è stata celebrata con bandiere e striscioni. Una decisione che ha dato una boccata d’aria ad un Paese che rischiava di rimanere culturalmente isolato.

TREND IN GATOZ

C’è purtroppo da ricordare però che in Asia l’omosessualità continua ad essere un reato in molti altri paesi come Bangladesh, Myanmar, Indonesia e Malesia. Ancora più grave la situazione in Arabia Saudita, Pakistan, Afghanistan, Emirati Arabi, Somalia, Sudan, Iran, Nigeria, Mauritania e Yemendove l’omosessualità è punibile con la pena di morte.